Puoi ridurre la tua superficie di attacco cloud eseguendo un audit di ogni autorizzazione persistente sulle tue piattaforme cloud e di identità, eliminando gli accessi non
La differenza principale tra il modello Zero Standing Privilege (ZSP), che prevede l’assenza di privilegi permanenti, e il principio del privilegio minimo è che quest’ultimo limita l’estensione dell’accesso di un’identità, mentre il modello ZSP ne limita sia l’estensione sia la durata. Il principio del privilegio minimo concede a ogni utente o macchina solo le autorizzazioni minime necessarie per svolgere il proprio lavoro, ma tali autorizzazioni tendono a persistere una volta completata un’attività, lasciando accessi permanenti. Il modello ZSP sviluppa questo concetto aggiungendo una dimensione temporale: invece di ridurre al minimo gli accessi permanenti, li elimina completamente, concedendo accessi temporanei solo su richiesta e revocandoli non appena non sono più necessari.
Continua a leggere per saperne di più su ciascun modello, sulle loro principali differenze e sul perché le organizzazioni dovrebbero implementarli entrambi.
Cos’è il modello Zero Standing Privilege?
Il modello Zero Standing Privilege (ZSP) elimina gli accessi privilegiati permanenti per tutte le identità dell’organizzazione, sia umane sia delle macchine. In base allo ZSP, nessuna identità dispone di un accesso privilegiato come impostazione predefinita; gli utenti richiedono invece un accesso temporaneo per ogni attività e tali privilegi vengono revocati automaticamente una volta completata l’attività. L’obiettivo dello ZSP è fare in modo che nessun account abbia un accesso permanente che un utente malintenzionato possa sfruttare.
Il modello ZSP valuta ogni richiesta di accesso al momento dell’esecuzione, anziché assegnare gli accessi in anticipo. Quando un utente richiede l’accesso, la richiesta viene valutata in tempo reale in base alla policy, per stabilire se l’accesso sia appropriato considerando l’identità del richiedente, l’accesso richiesto e le condizioni applicabili. Se lo è, vengono concessi solo i privilegi minimi specifici per l’attività e tale accesso scade non appena l’attività è completata. Questo garantisce che i privilegi esistano solo per il breve periodo in cui sono effettivamente in uso.
Raggiungere lo ZSP è importante perché l’accesso permanente è una delle superfici di attacco più persistenti in qualsiasi ambiente. I diritti di accesso permanenti tendono ad accumularsi nel tempo, dando origine al fenomeno noto come accumulo progressivo di privilegi (privilege creep). Se un aggressore compromette un account con accesso permanente, può muoversi lateralmente nella rete ed elevare i propri privilegi, causando danni notevoli. Concedendo i privilegi solo quando necessario e per il tempo strettamente necessario, il modello ZSP riduce significativamente questa finestra temporale e limita la portata dei danni derivanti dalla compromissione di una singola credenziale.
Cos’è il principio del privilegio minimo (Principle of Least Privilege, PoLP)?
Il principio del privilegio minimo (PoLP) è un concetto in base al quale a ogni identità viene concesso solo l’accesso minimo necessario per svolgere il proprio lavoro, niente di più. L’applicazione del principio del privilegio minimo non riguarda solo le persone, ma anche applicazioni, dispositivi e sistemi. Limitando ogni identità solo ai dati e ai sistemi di cui ha effettivamente bisogno, il principio del privilegio minimo limita ciò a cui un utente può accedere e impedisce modifiche non autorizzate. Il principio del privilegio minimo è un controllo fondamentale per minimizzare la superficie di attacco, ridurre le minacce interne e limitare il movimento laterale se un account viene compromesso.
Il limite è che il principio del privilegio minimo definisce solo l’entità dell’accesso di un’identità, non necessariamente per quanto tempo mantiene tale accesso. Le autorizzazioni vengono solitamente assegnate in base a un ruolo e poi lasciate attive, quindi, una volta completata un’attività, tale accesso potrebbe persistere anziché essere revocato. Il risultato è l’accesso permanente: privilegi che persistono a tempo indeterminato anche se non sono più necessari. Anche una configurazione basata sul principio del privilegio minimo perfettamente definita può lasciare una superficie di attacco permanente, ed è esattamente per questo che il modello ZSP è importante per colmare tale lacuna.
Le principali differenze tra il modello ZSP e il principio del privilegio minimo
Una delle principali differenze tra il modello ZSP e il principio del privilegio minimo riguarda l’estensione e la durata dell’accesso. In parole semplici, il principio del privilegio minimo limita l’estensione dell’accesso di cui disponi, mentre il modello ZSP ne limita l’estensione e la durata. Questo rende il modello ZSP la naturale evoluzione del principio del privilegio minimo: persegue lo stesso obiettivo di riduzione del rischio, includendo anche la dimensione temporale. Ecco il confronto tra ZSP e privilegio minimo.
| Zero standing privilege | Least privilege | |
|---|---|---|
| Main focus | Access scope and time | Access scope |
| Default state | Zero access by default | Baseline access is assigned and persists |
| Access duration | Temporary, auto-revoked access | Ongoing, permanent access |
| Time dimension | Central to the model | Not addressed |
| How access is granted | Provisioned on request, evaluated at execution time | Provisioned ahead of need through roles |
Come si integrano il modello ZSP e il principio del privilegio minimo
Il modello ZSP e il principio del privilegio minimo sono progettati per funzionare insieme: il secondo costituisce la base del primo. Le organizzazioni non possono eliminare in modo significativo l’accesso permanente senza prima sapere quale sia l’accesso minimo necessario per ciascuna identità. Il principio del privilegio minimo indica alle organizzazioni quale accesso debba essere consentito a un utente, mentre lo ZSP garantisce che tale accesso sia disponibile solo per un periodo limitato. Lo ZSP può essere visto come la combinazione del principio del privilegio minimo, dell’accesso Just-in-Time (JIT) e della revoca automatica. Il principio del privilegio minimo definisce l’ambito di accesso strettamente necessario, l’accesso JIT lo concede in tempo reale e la revoca automatica impedisce che rimangano privilegi permanenti. La combinazione di questi tre elementi garantisce l’assenza di privilegi permanenti: l’accesso è limitato a quanto necessario, concesso solo quando serve e revocato non appena non è più necessario.
Come implementare il modello ZSP
Il passaggio allo ZSP è un processo graduale per la maggior parte delle organizzazioni. Dato che il principio del privilegio minimo è la base su cui si fonda lo ZSP, molti team raggiungono lo ZSP restringendo prima l’ambito di accesso, per poi rimuovere l’accesso permanente residuo. Ecco come procedere per implementare il modello ZSP:
- Fai l’inventario degli accessi permanenti e individua dove l’accesso persiste. Inizia mappando tutte le identità umane e delle macchine, annotando l’accesso di cui ciascuna dispone. Cerca in particolare le autorizzazioni che sopravvivono alle funzioni che supportano, come gli account legati a progetti completati o gli account di servizio con ampio accesso. Un audit di questo tipo rivela dove si è verificato un accumulo progressivo di privilegi e fornisce un elenco ordinato per priorità degli accessi permanenti da eliminare per primi.
- Applica il principio del privilegio minimo come impostazione predefinita. Prima di rimuovere l’accesso permanente, le organizzazioni devono definire chiaramente l’accesso minimo di cui ogni identità ha effettivamente bisogno. Usa il controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC) per assegnare le autorizzazioni in base alle responsabilità lavorative e rimuovi tutto ciò che va oltre le reali necessità del ruolo. Adottare il principio del privilegio minimo come riferimento garantisce che, quando viene concesso l’accesso, questo sia già circoscritto nel modo più restrittivo possibile.
- Combina l’accesso JIT con la scadenza automatica. Questo passaggio integra il principio del privilegio minimo nel modello ZSP. Invece di lasciare assegnate in modo permanente autorizzazioni con ambito limitato, concedile solo quando un utente o un carico di lavoro le richiede per un’attività specifica e impostale in modo che scadano automaticamente una volta completata l’attività o trascorso il tempo stabilito. L’accesso a tempo limitato garantisce che i privilegi esistano solo durante l’uso attivo.
- Aggiungi flussi di lavoro di approvazione e tracce di audit dettagliate. Ogni richiesta di accesso dovrebbe essere sottoposta a una verifica rispetto alle policy o a una fase di approvazione che accerti chi richiede l’accesso, quale accesso viene richiesto e per quale scopo, prima che vengano concessi i privilegi. Abbina tutto questo a una raccolta completa dei log e a una registrazione delle sessioni per avere una visibilità totale su chi ha effettuato l’accesso a determinati sistemi, quando vi ha avuto accesso e quali azioni ha intrapreso. Queste tracce di audit semplificano il rilevamento di attività sospette e dimostrano la conformità ai quadri normativi.
- Estendi lo ZSP alle NHI con credenziali di breve durata. Gli account di servizio, le applicazioni e gli agenti di IA dispongono spesso di alcuni degli accessi permanenti con i privilegi più elevati all’interno di un ambiente. Le organizzazioni devono applicare loro gli stessi principi validi per gli utenti umani: sostituire le credenziali statiche e di lunga durata con credenziali di breve durata e a rotazione automatica, e concedere l’accesso alle identità delle macchine solo per il tempo necessario a completare un’attività. Poiché le NHI superano numericamente gli utenti umani con un rapporto di circa 144:1 negli ambienti cloud-native, integrarle in un modello ZSP è fondamentale per proteggere tutte le identità.
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Lo ZSP e il privilegio minimo funzionano al meglio quando sono combinati nella stessa strategia. Applicare lo ZSP significa adottare il principio del privilegio minimo come base, aggiungere l’accesso JIT con scadenza automatica ed estendere questi controlli a tutte le identità. Una soluzione di sicurezza delle identità cloud-native e zero-knowledge come KeeperPAM® aiuta le organizzazioni ad applicare il principio del privilegio minimo e a lavorare per raggiungere lo ZSP attraverso RBAC, l’accesso JIT e l’auditing avanzato in una piattaforma unificata. Concedendo l’accesso solo quando necessario e revocandolo automaticamente, KeeperPAM riduce la superficie di attacco alla stretta finestra di utilizzo attivo, contribuendo a evitare che i privilegi permanenti diventino un rischio.
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