I fornitori di servizi gestiti non hanno mai influito così tanto sui risultati di sicurezza dei propri clienti. Ogni giorno, gli MSP prendono decisioni che influiscono su come le organizzazioni autenticano gli utenti, proteggono gli accessi con privilegi, si riprendono dai ransomware, gestiscono i dati sensibili e si difendono dalle minacce informatiche più recenti. Le loro aziende gestite continuano a fare affidamento su tali decisioni in quanto, generalmente, mancano delle risorse interne per poterle valutare.
Questa fiducia crea un valore enorme. Crea inoltre una maggiore responsabilità.
Per anni, gli MSP hanno valutato i fornitori principalmente in base alla funzionalità, alle capacità di integrazione, alla facilità di implementazione e al supporto. La sicurezza era sicuramente un fattore da tenere in considerazione ma spesso era solo uno dei tanti fattori che influenzano una nuova decisione d’acquisto. Oggi, la posta in gioco è diversa.
Gli attacchi informatici sono diventati più costosi, gli autori delle minacce sono più sofisticati e le piccole e medie imprese stanno affrontando una crescente pressione da parte di enti regolatori e assicuratori per dimostrare l’adozione di pratiche di sicurezza informatica efficaci.
Allo stesso tempo, le organizzazioni colpite da incidenti informatici stanno esaminando non solo in che modo gli aggressori hanno ottenuto l’accesso, ma anche se i fornitori ritenuti affidabili hanno tenuto un comportamento adeguato per contribuire a prevenire gli incidenti. Le implicazioni sono chiare: scegliere i partner tecnologici è diventato molto più importante di una decisione di fornitura. Ora la scelta si basa su requisiti di sicurezza, risultati aziendali e priorità di gestione del rischio.
Ogni fornitore di sicurezza introdotto da un MSP diventa parte della strategia di difesa di quel cliente. Ogni gestore di password, soluzione di backup, piattaforma di accesso remoto, provider di identità e strumento di accesso con privilegi rappresenta un ulteriore livello di fiducia. Quando queste tecnologie funzionano nel modo previsto, aiutano le organizzazioni a ridurre il rischio. Quando falliscono, le conseguenze possono essere gravi.
Per gli MSP che gestiscono decine o addirittura centinaia di ambienti client, la scelta dei partner tecnologici adatti può essere una delle decisioni di sicurezza più importanti che possano prendere.
I rischi unici per la sicurezza informatica che gli MSP devono affrontare
Gli aggressori moderni non cercano solo vulnerabilità; cercano moltiplicatori di forza. Invece di prendere di mira le organizzazioni una alla volta, numerosi attori delle minacce stabiliscono relazioni di fiducia attraverso le quali possono ottenere accesso a molti ambienti a valle. E gli MSP rappresentano esattamente questo tipo di opportunità.
Un MSP tipico può gestire infrastrutture, identità, endpoint, sistemi di backup, strumenti di accesso remoto e controlli di sicurezza in decine o centinaia di ambienti dei clienti. La compromissione di un fornitore di servizi può creare conseguenze che vanno ben oltre una singola organizzazione.
Secondo il Data Breach Investigations Report 2025 di Verizon, il coinvolgimento di terze parti nelle violazioni è raddoppiato fino ad arrivare al 30%, mentre l’abuso di credenziali è rimasto uno dei principali vettori di accesso iniziale con il 22%. Nel frattempo, il Cost of a Data Breach Report 2025 di IBM ha rilevato che il costo medio di una violazione dei dati negli Stati Uniti è ora pari a 10,22 milioni di dollari. Per gli MSP responsabili della protezione di ambienti client distinti, queste tendenze sottolineano la crescente necessità della due diligence dei fornitori, sicurezza delle identità e controlli degli accessi con privilegi.
Nel complesso, questi risultati evidenziano una realtà che gli MSP conoscono bene: gli aggressori non sempre si introducono con la forza. Molte volte, si limitano ad accedere.
Dal momento che gli MSP si trovano al centro di così tante relazioni basate sulla fiducia, il livello di sicurezza di ogni fornitore nello stack è importante. Indipendentemente se si tratta di una vulnerabilità in una piattaforma di backup, in una soluzione di accesso remoto o in un sistema di gestione delle identità, l’impatto a valle può estendersi a innumerevoli ambienti client.
Più ampia è la base clienti, maggiori sono le conseguenze.
Che cosa significano le recenti cause legali sulla sicurezza informatica per la responsabilità degli MSP
Forse il cambiamento più significativo nella sicurezza informatica è che le organizzazioni stanno esaminando sempre più chi debba essere ritenuto responsabile dopo una violazione. Si pone maggiore enfasi sulla presenza di controlli di sicurezza ragionevoli prima di un attacco. E tale controllo si sta estendendo oltre gli attori delle minacce, raggiungendo i fornitori, i consulenti e i fornitori di servizi incaricati di proteggere questi ambienti.
Esistono diversi casi recenti che illustrano questa tendenza.
Come riportato da CSO Online, Clorox sta chiedendo circa 380 milioni di dollari di danni a Cognizant. Clorox sostiene che un controllo delle identità non efficace e il mancato rispetto delle procedure di ripristino delle credenziali abbiano contribuito a un attacco informatico che ha interrotto significativamente le operazioni.
Quello che rende questo caso particolare è che le accuse si concentrano sulla verifica delle identità anziché su sofisticati capacità tecniche. Il reclamo si concentra sulla presenza di misure appropriate che verifichino accuratamente gli utenti prima di concedere loro l’accesso. Nonostante la complessità della moderna sicurezza informatica, una semplice falla nella verifica delle identità potrebbe aver creato un’incredibile opportunità per sferrare l’attacco.
La comunità MSP ha inoltre assistito a contenziosi che hanno coinvolto direttamente i fornitori di servizi e i relativi partner tecnologici. Secondo un articolo di ChannelE2E, lo studio legale Mastagni Holstedt, con sede a Sacramento, ha fatto causa sia al proprio MSP, LanTech, sia al fornitore di backup, Acronis, a seguito di un devastante incidente ransomware. Nella causa legale intentata da Mastagni Holstedt, lo studio legale ha chiesto oltre 1 milione di dollari di danni, sollevando inoltre preoccupazioni riguardo alle tecnologie e alle capacità di ripristino implementate.
L’aspetto importante non è se le accuse mosse sono state confermate o meno. Il punto più rilevante è che sia stata intentata una causa. Il cliente finale non si è concentrato semplicemente sugli aggressori. Lo studio legale ha invece esaminato più a fondo le organizzazioni incaricate di aiutare a prevenire l’incidente e a riprendersi da esso. A conferma della tendenza, BleepingComputer ha riferito che Marquis Software Solutions ha fatto causa a SonicWall a seguito di un incidente ransomware presumibilmente legato alla compromissione di dispositivi di backup.
Presi singolarmente, questi casi riguardano tecnologie, circostanze e settori distinti. Complessivamente, questi casi condividono tutti un aspetto comune: le organizzazioni si aspettano che i fornitori e i fornitori di servizi con cui collaborano dimostrino che, prima di un incidente, abbiano messo in atto misure di sicurezza efficaci. Il General Counsel di Keeper, David Oskin, ribadisce:
Il contesto legale e normativo per gli MSP è diventato sempre più complesso, aumentando l’importanza della preparazione ai contenziosi e della gestione del rischio.
Sebbene i dettagli di ogni accusa siano diversi, tutti ruotano intorno alla fiducia. Ancora più importante, la domanda di fondo rimane: questi fornitori avrebbero potuto fare di più per ridurre il rischio per i loro clienti?
Le organizzazioni si affidano ai fornitori per proteggere i dati sensibili. Si affidano a fornitori di servizi per implementare le misure di sicurezza necessarie. Si affidano alle tecnologie di sicurezza affinché funzionino come previsto durante una crisi. Quando tale fiducia viene meno, ogni decisione che ha contribuito al livello di sicurezza dell’organizzazione viene messa sotto esame.
Perché la sicurezza delle identità è la priorità per gli MSP
Un motivo per cui il caso Clorox ha attirato così tanta attenzione è che mette in luce una sfida più ampia del settore: l’identità è diventata il principale campo di battaglia nella sicurezza informatica.
Per molto tempo, le organizzazioni si sono concentrate particolarmente sulle difese perimetrali progettate per neutralizzare gli aggressori. Negli ultimi anni, gli attori delle minacce si sono adattati a questo cambiamento. Invece di tentare di aggirare direttamente i controlli di sicurezza, spesso prendono di mira le identità che controllano l’accesso a tali sistemi, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, credenziali, account con privilegi, flussi di lavoro di autenticazione, procedure dell’help desk e token di accesso.
Quando gli aggressori ottengono l’accesso a un’identità attendibile, possono muoversi liberamente all’interno di un ambiente utilizzando strumenti e privilegi legittimi. Questo contribuisce a spiegare perché il furto di credenziali, il phishing, l’ingegneria sociale e l’abuso di privilegi rimangono tra le tecniche di attacco più comuni osservate in tutti i settori.
Per gli MSP, la sfida è amplificata. Gestire centinaia di ambienti cliente significa gestire migliaia di identità, account con privilegi ed eventi di autenticazione. Inoltre, ogni credenziale amministrativa condivisa, ogni segreto non gestito e ogni processo di autenticazione debole aumentano il livello di rischio.
Le organizzazioni che riescono a ridurre al minimo il rischio sono solitamente le stesse che danno la priorità alle identità come controllo di sicurezza fondamentale rispetto a uno strumento autonomo.
In che modo gli MSP devono valutare i fornitori
Le moderne minacce informatiche richiedono agli MSP di valutare i fornitori in modo più critico e prestando particolare attenzione alla sicurezza. Le funzionalità del prodotto, la qualità del supporto e la facilità di implementazione rimangono tutte componenti fondamentali. Tuttavia, l’architettura di sicurezza merita maggiore considerazione.
Prima di aggiungere una nuova soluzione al proprio stack, gli MSP dovrebbero scoprire:
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Come viene protetto l’accesso?
- La soluzione supporta l’autenticazione a più fattori?
- Come vengono protetti gli account con privilegi e gestiti i segreti?
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L’architettura segue i principi dello zero-trust?
- L’accesso può essere limitato in base ai privilegi minimi?
- Le azioni amministrative sono controllate e monitorate?
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La sicurezza è stata convalidata in modo indipendente?
- Il fornitore è in possesso di certificazioni di sicurezza riconosciute?
- Sono stati condotti audit indipendenti?
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Come si svolge il processo di ripristino del fornitore?
- Quanto rapidamente vengono risolti i problemi di sicurezza?
- Quanto è trasparente l’organizzazione in merito agli incidenti?
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In che modo vengono protetti i dati dei clienti?
- Quali standard di crittografia vengono utilizzati?
- Quali controlli esistono per prevenire l’accesso non autorizzato?
In definitiva, le risposte a queste domande distinguono i fornitori che si limitano a commercializzare la sicurezza da quelli che la integrano nelle proprie soluzioni, architettura e operazioni.
Perché l’architettura di sicurezza è importante quando si scelgono i fornitori MSP
La minaccia che accomuna gli attacchi informatici più dannosi di oggi, e gran parte del controllo che ne consegue, è l’accesso. Per gli MSP, questo rende la sicurezza delle identità un fattore fondamentale nella scelta dei partner tecnologici.
Keeper® è stato creato per proteggere le credenziali, gli account con privilegi e le identità che gli aggressori prendono di mira più spesso. Grazie alla sua architettura di sicurezza zero-knowledge, alle funzionalità di gestione delle password aziendali, gestione degli accessi con privilegi, gestione dei segreti e gestione dei privilegi degli endpoint, Keeper aiuta le organizzazioni a ridurre al minimo i rischi legati alle identità prima che gli aggressori possano sfruttarli.
Per gli MSP, questo significa maggiore visibilità sugli accessi privilegiati, una protezione superiore per le credenziali e una maggiore sicurezza nel consigliare una piattaforma progettata per aiutare a proteggere ogni ambiente cliente che gestiscono.
Uno standard più elevato per la selezione dei fornitori
Ogni fornitore introdotto da un MSP diventa un’estensione della sua strategia di sicurezza. I clienti potrebbero non sapere mai perché è stata scelta una determinata soluzione, ma ne subiranno certamente le conseguenze se tale scelta non risulterà all’altezza.
In un’era di rischio informatico sempre crescente, la selezione dei fornitori non riguarda solo il confronto tra funzionalità, prezzi o facilità di implementazione. Si tratta di scegliere partner dotati dell’architettura di sicurezza, delle protezioni delle identità e della maturità operativa necessarie per far fronte alle moderne minacce informatiche.
Con l’evolversi di tali minacce e la crescente responsabilità, i fornitori scelti dagli MSP contribuiranno a determinare la resilienza di ogni ambiente client che gestiscono.
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