KeeperPAM vs ThreatLocker: confronto sulla gestione degli accessi privilegiati (PAM)

ThreatLocker controlla quali applicazioni possono essere eseguite sugli endpoint. KeeperPAM® governa ogni identità che può accedere al tuo ambiente – identificando, monitorando e applicando le policy a esseri umani, macchine e agenti AI.

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KeeperPAM vs ThreatLocker: confronto sulla gestione degli accessi privilegiati (PAM)

Cosa rende Keeper la migliore alternativa a ThreatLocker?

L’analisi si basa sulla documentazione e sulle informazioni disponibili pubblicamente al 12 agosto 2026.

Keeper = Super sicurezza
ThreatLocker
Ambito della piattaforma

Keeper combina la gestione delle password, la gestione dei segreti, la gestione delle sessioni privilegiate, la gestione dei privilegi degli endpoint e l’isolamento remoto del browser (RBI) in un’unica cassaforte zero-knowledge. La gestione dei privilegi degli endpoint è uno dei pilastri della piattaforma, il che significa che le richieste di elevazione, l’accesso alle credenziali e l’attività delle sessioni sono tutti regolati dallo stesso motore di policy e visibili nello stesso audit trail. La soluzione supporta endpoint Windows, Linux e macOS, con concetti di policy coerenti, governance centralizzata e visibilità di audit su tutte le piattaforme supportate.

Gli MSP possono iniziare offrendo la gestione delle password e il controllo dei privilegi degli endpoint, quindi ampliare la propria offerta includendo la gestione dei segreti e la gestione completa delle sessioni man mano che le esigenze dei clienti crescono.

ThreatLocker è una piattaforma di sicurezza zero-trust per endpoint basata su allowlisting delle applicazioni, Ringfencing, Storage Control e Network Control. Elevation Control è un modulo all’interno di quella piattaforma. Consente l’elevazione delle applicazioni senza assegnare agli utenti diritti di amministratore locale.

La piattaforma supporta Windows, Linux e macOS, ma esistono differenze significative nella profondità delle funzionalità tra i tre sistemi, con il supporto più completo su Windows e più limitato su Linux.

ThreatLocker non include una cassaforte per credenziali privilegiate, la gestione dei segreti né la gestione delle sessioni con privilegi.

Gli MSP che utilizzano ThreatLocker per il controllo degli endpoint hanno bisogno di strumenti separati per coprire quelle aree di accesso con privilegi.

Approccio alla gestione dei privilegi sugli endpoint

L’Endpoint Privilege Manager di Keeper (Keeper EPM) è una soluzione di Privileged Elevation and Delegation Management (PEDM) appositamente progettata. Rimuove i diritti permanenti di amministratore locale e li sostituisce con un’elevazione temporanea e limitata, concessa a livello di processo o macchina, senza richiedere prima una baseline di allowlisting delle applicazioni. Le policy sono limitate in base all’identità dell’utente e del gruppo nelle raccolte di dispositivi, e le concessioni Just-In-Time (JIT) scadono automaticamente.

Elevation supporta i requisiti di autenticazione a più fattori (MFA), l’acquisizione delle giustificazioni, finestre temporali limitate e flussi di lavoro di approvazione in più fasi integrati con Slack, Jira e ServiceNow. Fornisce una copertura completa su Windows, macOS e Linux, con una governance dei privilegi coerente su tutti e tre i sistemi operativi.

ThreatLocker Elevation Control concede autorizzazioni elevate a specifiche applicazioni o processi senza dare agli utenti diritti di amministratore locali. L’elevazione dipende dall’allowlisting delle applicazioni di ThreatLocker, quindi le applicazioni devono essere approvate prima che l’elevazione possa essere concessa. Di conseguenza, le nuove distribuzioni richiedono un periodo di baseline.

L’elevazione a tempo limitato è supportata. Il modello si basa sulle applicazioni anziché sulle identità, il che significa che le policy regolano ciò che può essere eseguito, non chi può accedere a cosa. Elevation Control di ThreatLocker è documentato per la gestione degli amministratori locali su Windows e macOS. Linux è supportato a livello di piattaforma per allowlisting e Ringfencing, pertanto gli MSP devono verificare se la gestione dei privilegi su Linux di ThreatLocker soddisfa i requisiti di governance.

Governance degli agenti IA

Keeper EPM estende l’applicazione dei privilegi oltre gli utenti umani, applicando lo stesso modello di policy e audit agli agenti AI in esecuzione sugli endpoint.

Keeper EPM rileva gli agenti e assegna loro identità per monitorarne il comportamento e fornire una valutazione del rischio basata sulle azioni, consentendo alle organizzazioni di gestirli attivamente attraverso tre diversi tipi di criteri.

Le organizzazioni possono controllare chi può eseguire gli agenti AI, cosa possono fare gli agenti e come richiedono l’elevazione dei privilegi amministrativi.

ThreatLocker adotta un approccio agli agenti AI diverso da quello di Keeper EPM. Con il suo modello di allowlisting con rifiuto predefinito, tratta un agente AI come qualsiasi altro eseguibile o script e controlla se può essere eseguito. Non assegna agli agenti AI identità proprie né applica il monitoraggio del comportamento specifico degli agenti e la valutazione del rischio basata sulle azioni che Keeper EPM offre.

Archiviazione delle credenziali e visibilità delle sessioni

Keeper archivia tutte le credenziali privilegiate in una cassaforte crittografata zero-knowledge; le password non vengono mai esposte durante l’avvio di una sessione. Ogni sessione privilegiata viene registrata per intero: i tasti premuti e i video vengono archiviati come prove di audit immutabili in tutti i tenant. KeeperAI® monitora le sessioni in tempo reale e può interrompere automaticamente le attività che superano le soglie di rischio definite.

Ai clienti può essere concesso l’accesso diretto alle registrazioni delle sessioni e ai log di audit, che supportano le verifiche di conformità e la risposta agli incidenti senza dover dipendere dall’MSP.

ThreatLocker non include una cassaforte per le credenziali privilegiate. Elevation Control gestisce i privilegi a livello di applicazione senza archiviare o gestire le credenziali sottostanti utilizzate per accedere ai sistemi. Non è prevista la registrazione delle sessioni con privilegi. La piattaforma registra gli eventi di elevazione ed esecuzione nell’ambito del suo framework di policy degli endpoint, non ciò che accade all’interno di una sessione.

Per gli MSP che supportano clienti con rigidi requisiti di audit, ThreatLocker non fornisce visibilità sulle attività dei tecnici svolte durante le sessioni privilegiate.

Governance degli accessi e flussi di lavoro di approvazione

Il modello di governance degli accessi di Keeper è basato sulle identità. I criteri vengono applicati a utenti e gruppi, l’accesso viene concesso just-in-time con scadenza automatica e le credenziali non vengono mai esposte durante una sessione. I flussi di lavoro di approvazione supportano MFA, acquisizione della giustificazione, approvazione da parte di più soggetti e accesso limitato nel tempo, configurabili per tenant, ruolo o tipo di voce.

Il controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC) si applica sia ai tecnici dell’MSP che agli amministratori dei clienti; grazie ai ruoli amministrativi delegati e al supporto IT in co-gestione, i clienti possono gestire autonomamente il proprio sistema senza dipendere completamente dall’MSP.

ThreatLocker fornisce un Centro approvazioni in cui gli utenti finali possono richiedere l’elevazione per applicazioni specifiche, allegando file e note a supporto delle richieste. Gli amministratori o il team di supporto Cyber Hero di ThreatLocker possono approvare e applicare l’elevazione simultaneamente.

Il modello di governance è incentrato sulle applicazioni. L’elevazione limitata nel tempo è disponibile, ma i controlli delle policy basati sull’identità, come i requisiti MFA legati all’elevazione, le approvazioni di più parti o i flussi di lavoro di giustificazione limitati ai ruoli utente, non costituiscono il principale meccanismo di controllo della piattaforma.

Multi-tenancy e governance per MSP

L’architettura multi-tenant di Keeper è costruita attorno a Managed Companies (MC) isolate, tenant completamente separati con i propri RBAC, configurazioni delle policy e audit trail. La governance dei privilegi è un piano di controllo fondamentale, non una funzionalità secondaria della gestione degli endpoint. I tecnici MSP, gli amministratori dei client e gli auditor possono essere collegati a tenant specifici con accesso con privilegi minimi.

I modelli di policy standardizzati consentono di configurare nuovi clienti sulla base di una baseline di sicurezza coerente. Le integrazioni PSA, un’API REST e gli strumenti CLI supportano l’automazione su larga scala.

ThreatLocker promuove esplicitamente il supporto multi-tenant per gli MSP, con gestione centralizzata delle politiche e reportistica per tutte le organizzazioni clienti. Gli MSP possono implementare e modificare le politiche in diversi ambienti da un portale cloud unificato, sfruttando le integrazioni RMM per supportare operazioni su larga scala.

I controlli dei ruoli sono disponibili, ma si concentrano principalmente sulle autorizzazioni di gestione degli endpoint piuttosto che sulla governance dei privilegi a livello di identità lungo l’intero ciclo di vita degli accessi. Il modello di governance della piattaforma è incentrato sulla policy di esecuzione dell’applicazione piuttosto che sui controlli delle identità tra tenant.

Conformità e certificazioni

Keeper dispone delle certificazioni FedRAMP High e GovRAMP High, SOC 2 Tipo II e ISO 27001/27017/27018, è conforme a HIPAA e PCI DSS e si avvale di crittografia convalidata FIPS 140-3.

ThreatLocker possiede la certificazione SOC 2 Type II (con ISO 27001 segnalata come in corso) e, ad agosto 2025, ha ottenuto lo status FedRAMP Ready per un’implementazione della sua suite nel cloud governativo, ora elencata nel FedRAMP Marketplace. FedRAMP Ready è una designazione nel percorso verso l’autorizzazione che conferma il completamento di una verifica di idoneità; non equivale a una certificazione FedRAMP completa, richiesta per la maggior parte degli appalti delle agenzie federali.

Attraverso il suo modulo Defense Against Configurations (DAC), ThreatLocker mappa inoltre i propri controlli ai framework, tra cui NIST 800-53, CMMC, HIPAA, PCI DSS e ISO 27001. Quella mappatura è una funzionalità di visibilità della conformità, distinta dalle certificazioni possedute da ThreatLocker.

Keeper vs ThreatLocker: valutazioni e recensioni degli utenti

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Domande frequenti

ThreatLocker è una soluzione PAM?

ThreatLocker è principalmente una piattaforma di sicurezza zero-trust per endpoint basata sull’allowlisting delle applicazioni, con Elevation Control come uno dei suoi moduli. Controlla quali applicazioni possono essere eseguite con privilegi elevati senza concedere agli utenti diritti di amministratore locale. Non include l’archiviazione delle credenziali, la gestione dei segreti, la registrazione delle sessioni con privilegi o la gestione dell’accesso ai database.

Qual è la differenza tra ThreatLocker Elevation Control e KeeperPAM?

ThreatLocker Elevation Control gestisce quali applicazioni possono essere eseguite con autorizzazioni elevate, in base alle sue policy di allowlisting delle applicazioni. Il modello è incentrato sulle applicazioni, ovvero regola ciò che viene eseguito, non chi accede a cosa. KeeperPAM è incentrato sull’identità; regola l’accesso in base a utente, ruolo e policy per credenziali, sessioni, segreti, endpoint e database. ThreatLocker è un livello di sicurezza degli endpoint; Keeper copre l’intero ciclo di vita dell’accesso privilegiato.

ThreatLocker gestisce gli agenti IA?

ThreatLocker può aiutare a contenere l’attività di un agente AI quando è in esecuzione come applicazione o processo su un endpoint. I suoi controlli di allowlisting delle applicazioni stabiliscono quali software, script, eseguibili e librerie possono essere eseguiti, mentre Ringfencing limita ciò con cui le applicazioni approvate possono interagire, a cui possono accedere, che possono avviare o a cui possono connettersi. In questo senso, ThreatLocker tratta un agente AI come altri comportamenti delle applicazioni sugli endpoint e lo vincola per impostazione predefinita.

Questo è diverso dalla gestione dell’identità, delle credenziali e dell’accesso con privilegi che un agente AI utilizza per autenticarsi nei sistemi. Keeper affronta la sicurezza degli agenti AI dal punto di vista dell’identità e dell’accesso. Gli agenti AI possono utilizzare segreti e credenziali gestiti dalla cassaforte zero-knowledge di Keeper, con accesso just-in-time e con privilegi minimi, rotazione automatizzata, nessun segreto hardcoded e piena verificabilità delle sessioni, dei comandi e dell’utilizzo dei segreti.

ThreatLocker è certificato FedRAMP?

ThreatLocker ha ottenuto lo status FedRAMP Ready nell’agosto 2025 per un’implementazione cloud governativa ed è elencato nel FedRAMP Marketplace. FedRAMP Ready è una fase iniziale del percorso verso l’autorizzazione: conferma che è stata completata una valutazione della preparazione, ma non costituisce una certificazione FedRAMP completa, richiesta nella maggior parte degli appalti delle agenzie federali. Keeper è certificato FedRAMP High e autorizzato GovRAMP High.

ThreatLocker supporta l’archiviazione delle credenziali o la registrazione delle sessioni?

No, ThreatLocker non include una cassaforte delle credenziali privilegiate né la registrazione delle sessioni privilegiate. Il suo modulo Elevation Control gestisce l’elevazione dei privilegi a livello di applicazione all’interno della sua piattaforma di sicurezza degli endpoint. Gli MSP che utilizzano ThreatLocker per il controllo degli endpoint necessitano comunque di una soluzione separata per la gestione delle credenziali, la registrazione delle sessioni e la gestione dei segreti.

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